Il Manifesto dell’autotrasporto

1. Sicurezza come valore irrinunciabile
La sicurezza non coincide soltanto con il rispetto delle norme. Significa garantire che ogni lavoratore possa svolgere la propria attività senza mettere a rischio la propria salute, il proprio equilibrio psicologico e la propria vita. Significa rispettare i tempi di guida e di riposo, ridurre l’isolamento professionale, favorire relazioni umane e assicurare che uomini e donne possano fare ritorno alle proprie famiglie in condizioni di sicurezza e dignità. Perché dietro ogni mezzo pesante c’è prima di tutto una persona.
2. Retribuzione trasparente e valorizzazione della professionalità
Promuovere l’introduzione della busta paga elettronica intelligente, integrata con gli strumenti digitali di bordo, per garantire una piena trasparenza tra attività svolta e retribuzione percepita. Ogni impegno professionale prestato nel rispetto del Contratto Collettivo Nazionale deve trovare un riconoscimento economico chiaro, verificabile e proporzionato alle responsabilità assunte.
3. Un sistema sanzionatorio più equo e proporzionato
Riformare il sistema delle responsabilità affinché le sanzioni colpiscano chi ha effettivamente determinato la violazione. Il conducente deve rispondere delle proprie condotte, mentre le responsabilità organizzative, documentali o gestionali devono ricadere sui soggetti che le hanno generate. Ad oggi la decurtazione dei punti avviene dalla patente di chi era alla guida al momento dell’infrazione, non da quella del proprietario del veicolo. La sicurezza si tutela attraverso l’equità, non attraverso la semplice moltiplicazione delle sanzioni.
4. Regole uguali per tutti nel mercato europeo
La concorrenza è un valore soltanto quando tutti gli operatori sono chiamati a rispettare le medesime regole. Il mercato unico europeo non può diventare uno strumento attraverso cui aggirare gli obblighi fiscali, contributivi e sociali dei singoli Stati. Per questo motivo è necessario intervenire con maggiore efficacia sulla disciplina del cabotaggio e del cross trade (trasporto internazionale effettuato tra due Paesi diversi da quello in cui l’impresa è stabilita). Queste attività, previste dalla normativa europea, devono rispondere alla loro funzione originaria e non trasformarsi in strumenti di delocalizzazione artificiale. Sempre più frequentemente, infatti, aziende formalmente stabilite in Stati membri caratterizzati da un minor costo del lavoro e da una fiscalità più favorevole operano quasi esclusivamente in altri Paesi dell’Unione, utilizzando veicoli immatricolati all’estero senza mantenere un reale legame operativo con il territorio di stabilimento. Un’impresa nasce per operare dal Paese in cui è realmente stabilita e per servire quel mercato, non per utilizzare una sede estera come semplice “indirizzo amministrativo” continuando a lavorare quasi esclusivamente in un altro Stato membro. Quando una società italiana delocalizza formalmente la propria sede, ad esempio in Lituania, ma continua ad effettuare trasporti da e per l’Italia con mezzi immatricolati all’estero, il problema non è la nazionalità dei camion, ma la distorsione della concorrenza che si genera nei confronti delle imprese che rispettano integralmente gli obblighi fiscali, contributivi e organizzativi del proprio Paese.
5. Un dialogo permanente tra imprese e lavoratori
Il futuro del settore può essere costruito soltanto attraverso il confronto. Le associazioni datoriali e le organizzazioni dei lavoratori svolgono funzioni differenti ma complementari: le prime tutelano la sostenibilità delle imprese, le seconde la sicurezza e il benessere dei lavoratori. Solo una collaborazione costante e trasparente può produrre soluzioni realmente efficaci. Per rendere questo confronto stabile, utile e realmente inclusivo, sarebbe opportuno istituire un tavolo pubblico permanente, aperto a tutti, imprese e lavoratori compresi, capace di individuare criticità, ascoltare le diverse esigenze e costruire insieme le migliori soluzioni per il settore.
6. Infrastrutture e servizi all’altezza della professione
Garantire aree di sosta sicure, cabine progettate per il benessere della persona e servizi igienico-sanitari adeguati sia lungo la rete viaria sia nei luoghi di carico e scarico. La qualità delle infrastrutture rappresenta un indicatore concreto del rispetto che il sistema riconosce ai propri lavoratori.
7. Accesso alla professione e formazione continua
Il settore ha bisogno di nuove generazioni di professionisti. È necessario semplificare l’accesso alla professione, rendere più sostenibile il conseguimento delle abilitazioni professionali e rafforzare gli strumenti di sostegno economico per la formazione continua di conducenti e imprese. In questo percorso, la formazione dovrebbe iniziare già dalla scuola, attraverso un orientamento capace di individuare giovani studenti e studentesse più portati allo svolgimento di questa attività, accompagnandoli in un percorso strutturato di formazione professionale e di avvicinamento concreto al mondo del lavoro. Prima ancora di rivolgersi oltre confine per reperire manodopera, sarebbe però opportuno valorizzare le persone disoccupate presenti sul nostro territorio, attraverso un programma regionale pianificato e strutturato di incontro tra domanda e offerta di lavoro. Questo principio non vale soltanto per l’autotrasporto, ma per tutte le attività che oggi registrano una carenza di manodopera.
8. Tutela previdenziale e riconoscimento dell’usura professionale
Riconoscere la particolare gravosità del lavoro dell’autotrasportatore, caratterizzato da lunghi periodi di guida, elevata responsabilità, stress operativo e sacrifici personali. Accanto al tema del riconoscimento come attività usurante, occorre rafforzare gli strumenti di welfare, la previdenza complementare e le misure di sostegno che consentano ai lavoratori di mantenere condizioni di vita dignitose anche dopo il termine della carriera lavorativa.
9. Innovazione tecnologica al servizio della persona
La digitalizzazione, l’intelligenza artificiale e gli strumenti di monitoraggio devono essere utilizzati per semplificare il lavoro, migliorare la sicurezza e coordinare l’intera filiera logistica. Sistemi come il GNSS possono favorire una gestione integrata tra porti, interporti e trasporto stradale, ottimizzando i carichi, riducendo i viaggi a vuoto e contribuendo concretamente alla riduzione delle emissioni.
10. Restituire dignità all’autotrasporto
Restituire dignità all’autotrasporto significa riconoscere il valore sociale, economico e umano di chi ogni giorno garantisce il funzionamento della filiera logistica. Significa combattere stereotipi, valorizzare le competenze professionali e costruire condizioni di lavoro che rendano il settore nuovamente attrattivo.